Depressione

Uno spazio per ritrovare luce, quando tutto sembra grigio.

Capita di dover spiegare a un bambino che cos'è la depressione. Una delle definizioni più esatte è arrivata anni fa proprio da un bambino: «è quando sei triste e pensi che non sarai mai felice».

La depressione non è la semplice tristezza legata a un evento spiacevole. È uno stato che condiziona il modo di considerare la propria vita passata e la propria vita futura. Il pensiero si muove costantemente tra l'angoscia del futuro e il dolore del passato, mentre il presente viene considerato solo in parte, e solo per gli aspetti sgradevoli e faticosi.

Come può manifestarsi

A volte si percepisce una fatica smisurata anche nello svolgimento di una semplice azione quotidiana: lavarsi i denti o prepararsi un pasto può apparire un'impresa insormontabile. Il mondo perde il suo fascino, e la mente e i pensieri possono diventare una prigione.

Può comparire dopo un evento spiacevole e sconvolgente, oppure senza un motivo apparente: in ambito clinico si parla, rispettivamente, di depressione reattiva e di depressione endogena. Sono descrizioni utili a orientarsi, non etichette da applicare a se stessi.

Da fuori, soprattutto per familiari e amici, può sembrare che manchi la forza di volontà. Non è così: la depressione non è una scelta né una debolezza, e la fatica che comporta è reale anche quando dall'esterno non si vede.

Quando rivolgersi, e quando serve altro

Difficilmente, durante un periodo di depressione, si trova la forza di rivolgersi a uno psicologo, proprio per la perdita di speranza che la accompagna. Decidere di farlo è però già una forma di partecipazione attiva: anche solo recarsi in studio e prendere un impegno significa muovere qualcosa nella propria condizione.

Alcune situazioni richiedono prima un accertamento medico. Stanchezza persistente, alterazioni del sonno, del peso o dell'appetito possono avere anche cause organiche, ed è opportuno escluderle con il medico curante prima di attribuirle a una sola origine.

Sulla terapia farmacologica la valutazione spetta al medico, di base o psichiatra, e non allo psicologo. Quando viene prescritta, può affiancare il percorso psicologico senza sostituirlo, ed è utile che i due professionisti sappiano l'uno dell'altro. Il rischio da non sottovalutare è un altro: ansiolitici e sonniferi assunti di propria iniziativa, senza consulto, per ottenere un sollievo immediato.

Il primo incontro

Durante il primo incontro si esplorano le sensazioni che si vivono nei momenti in cui tutto sembra crollare, e si cerca di comprendere come affrontare nei giorni successivi gli stati di umore deflesso. Non è un interrogatorio, né una raccolta di dati per arrivare subito a una definizione: è un incontro tra due persone, in cui si capisce anche se questo modo di lavorare può essere adatto.

Come si lavora

Nel percorso si esplorano le relazioni e la rete sociale di supporto, e si fa leva sulle risorse personali, anche dove sembra che non ce ne siano. Ci si stupisce spesso di quante ne emergano, rispetto a quello che appariva in superficie.

La psicoterapia umanistico-esistenziale centrata sulla persona offre l'opportunità di incontrare se stessi in uno spazio di ascolto attivo, senza che venga chiesto di cambiare il proprio modo di sentire per essere accolti.

I colloqui durano 50 minuti e si svolgono di norma una volta a settimana, nello studio di Latina oppure online in videochiamata. La cadenza lascia tra un incontro e l'altro lo spazio per rielaborare quanto emerso, e si concorda insieme.

Le lenti con cui è stata letta

Molti autori si sono interrogati nel corso del tempo su che cosa sia la depressione, quali siano le cause scatenanti e come se ne esca. Nessuna di queste letture è «quella giusta»: ognuna è una lente, e serve a dare un nome a un aspetto dell'esperienza.

C'è chi l'ha letta come una frattura del tempo, in cui il passato invade tutto e impedisce al futuro di aprirsi. Chi l'ha ricondotta alle relazioni e alle perdite, con la rabbia che invece di rivolgersi all'altro torna indietro su di sé. Chi ne ha indicato la matrice sociale, ricordando che cercare le cause del proprio male interamente dentro di sé è già parte del problema. Chi ha invertito il quadro, sostenendo che sono i pensieri a generare l'umore e non il contrario. E chi ne ha descritto il versante corporeo e biologico.

Ogni persona vive la depressione in un modo unico e ha bisogno di ascoltare i propri bisogni per costruire il proprio paradigma, trovando le strategie personali per attraversare il momento di sofferenza. I singoli autori, uno per uno, sono raccolti in un approfondimento a parte.

Domande frequenti

  • Non è una valutazione che spetta allo psicologo: prescrivere una terapia farmacologica è compito del medico, di base o psichiatra. Non tutti i percorsi ne prevedono una. Quando viene prescritta, affianca il lavoro psicologico e non lo sostituisce, e le due cose procedono insieme.

Non devi attraversarlo da solo

Un percorso di supporto può aiutarti a ritrovare la strada verso te stesso.