Disturbi Psicosomatici
Quando il corpo parla il linguaggio dell'anima.
Il corpo sa molte cose che la mente non ha ancora trovato le parole per dire. Mal di testa ricorrenti, tensione muscolare cronica, stanchezza persistente, disturbi digestivi, tachicardia: quando gli esami medici non individuano una causa organica, può essere utile esplorare anche la dimensione emotiva, in accordo con il medico curante.
Non significa che i sintomi "siano nella testa" o che non siano reali. Sono reali, e spesso molto invalidanti. Significa che mente e corpo comunicano in modo più stretto di quanto siamo abituati a pensare.
Il legame mente-corpo
Le emozioni che non trovano spazio per essere espresse o elaborate possono tradursi in tensioni fisiche. Lo stress cronico, le preoccupazioni trattenute, le emozioni difficili da nominare: tutto questo può manifestarsi attraverso segnali fisici che il corpo usa come canale di comunicazione privilegiato.
Riconoscere questo legame non è semplice, soprattutto quando si è abituati a separare il "fisico" dallo "psicologico". Un percorso psicologico può aiutare ad ascoltare questi segnali in modo diverso, a comprendere cosa stanno cercando di comunicare e ad allentare la tensione che spesso li accompagna.
Come si lavora
Il percorso terapeutico, nell'approccio umanistico esistenziale centrato sulla persona, si sviluppa con un'attenzione particolare all'unitarietà della persona: corpo, emozioni e pensieri non sono compartimenti separati, ma aspetti di un'unica esperienza. Si esplora insieme il contesto emotivo e relazionale in cui i sintomi si manifestano, con l'obiettivo di ritrovare un equilibrio più profondo.
Il lavoro si svolge in collaborazione con il percorso medico, senza sostituirlo: un approccio integrato, che tiene conto sia del corpo sia della dimensione emotiva.
I colloqui durano 50 minuti e si svolgono di norma una volta a settimana, nello studio di Latina oppure online in videochiamata. La cadenza si concorda insieme.
Ascoltare il corpo è il primo passo
Se i sintomi fisici non trovano spiegazione medica, esplorare la dimensione emotiva può aprire nuove possibilità.