Approccio Metodologico
Umanistico esistenziale, centrato sulla persona
La Terapia Centrata sulla Persona, sviluppata da Carl Rogers ne La terapia centrata sul cliente, pone il terapeuta e la persona (il «cliente», nel suo lessico) su un piano di parità. Al centro della relazione di cura c'è l'individuo nella sua interezza, con il proprio bagaglio di esperienze vissute. Il lavoro terapeutico consiste nel creare le condizioni perché la persona possa ritrovare la propria rotta interiore.
Durante tutto il percorso, qualunque sia il tema trattato, ogni seduta si fonda su tre condizioni.
Le tre condizioni
Empatia profonda
La capacità di comprendere i pensieri, le emozioni e le percezioni della persona a partire dal suo punto di vista interno, senza giudicarli né interpretarli dall'esterno.
Accettazione incondizionata
L'accoglienza sincera di qualsiasi stato d'animo, dentro uno spazio sicuro che rispetta la dignità dell'essere umano.
Autenticità e congruenza
La presenza del terapeuta come persona reale, trasparente e genuina: un elemento indispensabile per costruire un'alleanza paritaria, basata sulla fiducia reciproca.
In questo clima non direttivo la persona può sentirsi pienamente ascoltata e trovare più facilmente fiducia nelle proprie risorse, per prendere decisioni libere e consapevoli.
Le quattro dimensioni
L'esperienza umana è ricca e si manifesta su più livelli contemporaneamente. Nell'approccio integrato umanistico esistenziale, quello dell'Istituto di Psicologia Umanistica Esistenziale «Luigi De Marchi» (IPUE), l'esplorazione avviene in quattro dimensioni.
Dimensione empatico-relazionale
Costruisce l'alleanza terapeutica sulla base dell'empatia di esistenza. In un clima di totale accoglienza, la persona può esprimere ed elaborare i vissuti emotivi più complessi, con la possibilità di imparare a gestire stati d'animo gravosi e di riaprire uno sguardo fiducioso sul proprio futuro.
Dimensione corporea
La sofferenza può manifestarsi anche nel corpo: tensioni muscolari, somatizzazioni, blocchi del respiro. Nelle sedute si alterna il dialogo verbale all'ascolto corporeo, con tecniche psico-corporee (Bioenergetica, rilassamento progressivo, mindfulness e, per l'elaborazione dei traumi, l'EMDR) che favoriscono lo scioglimento delle contrazioni emotive e corporee.
Dimensione esistenziale
Affronta i temi centrali della condizione umana: la ricerca di senso, il dolore, la solitudine, le scelte di vita. Di fronte a eventi critici o lutti, questa dimensione accompagna la ricerca di un significato profondo e personale anche nella sofferenza.
Dimensione di trasformazione cognitiva esistenziale
Lavora sul modo in cui si attribuisce significato agli eventi e sui propri schemi di pensiero. Integrando strumenti come l'ACT (Acceptance and Commitment Therapy), la RET e la mindfulness, favorisce il superamento dei blocchi cognitivi, sviluppando flessibilità e valorizzando le risorse individuali.
La psicoterapia come viaggio
La psicoterapia può essere pensata come un viaggio: un'immagine che nasce tanto dall'esperienza professionale di ogni giorno quanto da un percorso terapeutico compiuto in prima persona.
Il terapeuta e la persona sono a bordo della stessa imbarcazione. Al timone c'è la persona, che prende le decisioni; il terapeuta ha il compito di segnalare porti, isole, altre imbarcazioni, cambiamenti del tempo e molto altro. Chi è al timone, impegnato a tenere la rotta, spesso non può accorgersi subito di certi segnali, o semplicemente preferisce non vederli e concentrarsi su altri: ogni scelta appartiene alla persona, nel pieno della propria libertà.
E come in ogni viaggio, non conta solo la meta: le emozioni e le sensazioni lungo la strada sono territori da attraversare e da vivere in tutte le loro sfumature.
Per chi è pensato questo percorso
È un percorso pensato per chi attraversa momenti di difficoltà emotiva o fasi di cambiamento complesse, tra cui:
- Lutto ed elaborazione della perdita: per affrontare il dolore per la scomparsa di una persona cara e ritrovare un senso nella quotidianità.
- Fine di una relazione o separazione: per attraversare la sofferenza della rottura affettiva e ricostruire la propria autonomia emotiva.
- Crisi esistenziale e sensazione di sentirsi persi: quando vengono meno i punti di riferimento e si fatica a trovare una direzione di vita.
- Ansia, attacchi di panico e stress: per esplorare le tensioni fisiche ed emotive che li accompagnano e ritrovare un maggiore equilibrio.
- Depressione e demoralizzazione: per accompagnare i momenti di vuoto emotivo, tristezza prolungata e perdita di motivazione.
- Ideazioni suicidarie o disperazione profonda: quando il dolore appare insopportabile e serve uno spazio sicuro, accogliente e privo di giudizio.
- Esperienze traumatiche: quando un vissuto doloroso del passato è difficile da raccontare e condiziona il presente, le relazioni significative e la quotidianità.
Come si organizza il percorso
Le sedute durano 50 minuti: un tempo protetto, interamente riservato all'ascolto e al lavoro personale. Si svolgono di norma una volta a settimana, perché la regolarità dà continuità e solidità all'alleanza terapeutica. La durata complessiva varia da persona a persona e dipende dai bisogni, dalla complessità dei temi portati e dagli obiettivi condivisi: non esiste un numero di sedute prefissato. I dettagli pratici, costi compresi, sono nelle domande frequenti.
In presenza a Latina
Studio accogliente e riservato nel centro di Latina, per chi preferisce l'incontro di persona.
Online
Sedute via videochiamata sicura, con la stessa cura e riservatezza dello studio fisico e una maggiore flessibilità di orario.
Il primo colloquio
Il primo colloquio è la tappa che spesso genera più dubbi o ansia, ma è semplicemente un momento di conoscenza reciproca. Si ha la possibilità di raccontare i motivi che hanno portato a cercare supporto, le difficoltà e le aspettative. Vengono spiegate le modalità di lavoro e insieme si valuta se questo approccio integrato può essere utile per la situazione specifica.
Domande frequenti sull'approccio
Significa che la persona è protagonista del percorso. Il terapeuta non impone soluzioni rigide né giudica: il suo ruolo è accompagnare verso la scoperta delle proprie risorse e delle proprie risposte interne.
Sì, quando è opportuno e condiviso. Mente e corpo sono strettamente integrati: affiancare all'ascolto verbale tecniche corporee e di rilassamento permette di lavorare sui blocchi emotivi in modo più completo.
No. La psicoterapia serve anche per esplorare se stessi, conoscersi meglio, affrontare scelte complesse o superare periodi di stallo e confusione.
Non c'è un indicatore unico, e il percorso non procede in modo lineare. Alcuni segnali possono essere una maggiore chiarezza nel leggere le proprie emozioni o una minore tensione nella quotidianità. Se ne parla anche in seduta, e il percorso si rivede insieme strada facendo.
Iniziare un percorso
Il primo passo è una conversazione. Nessun impegno, nessuna fretta. Solo uno spazio per capire se può essere utile.